IV° CICLO DI SPETTACOLI
VERISTI A TEATRO
L'ASSOCIAZIONE TEATRO SKENE'
PRESENTA
"GLI ORFANI"
di
GIOVANNI VERGA
Rielaborazione e adattamento scenico
di
Giovanni Ielo
VIZZINI
QUARTIERE S.GIOVANNI- FONTANA
5-6-7 AGOSTO 2005
ORE 19,30
INGRESSO GRATUITO
Rieccoci nuovamente in scena con il “IV° ciclo di spettacoli veristi a teatro” .
Sarà per la passione che ci lega al teatro; sarà per l’affetto che ormai dal lontano 1989 ci unisce a Giovanni Verga vedendoci,
in vario modo, impegnati nel tenere accesa la fiaccola dell’attenzione sul teatro verghiano, mentre tanti altri se ne sono dimenticati;
sarà perché viviamo e amiamo Vizzini o semplicemente per la voglia di esserci.
Ad ogni modo, siamo pronti, ancora una volta,
a confrontarci con il vostro giudizio di pubblico attento e scrupoloso. Si! Noi del “Teatro Skené”
ci riproviamo! Con le poche risorse che abbiamo a disposizione, un male atavico che ci accompagna, mettendoci in compenso
tutta la nostra anima, nostro punto di forza da sempre.
D’altronde, la tentazione di continuare a parlare del mondo degli umili di
Giovanni Verga è forte e supera ogni ostacolo. Un mondo, quello descrittoci dal grande scrittore, nostro concittadino, che ci appartiene,
un mondo che si muove e si agita ancora dentro di noi e intorno a noi, nelle vie, nelle piazze, nei circoli di Vizzini, riproponendo la
voglia di riscatto di un intero popolo che manifesta un disagio sociale, che si perpetua nel tempo, verso i potenti di turno.
Quest’anno, il 5 – 6 – 7 agosto, con ingresso gratuito e inizio alle ore 19,30 si rappresenta la trasposizione teatrale de “Gli Orfani”.
Una versione che tenta di leggere tra le riga del Verga per fare emergere un mondo sommerso di cui parlerò in altri appunti.
Così come per Giovanni Verga fu il punto di partenza per la grande narrativa verghiana, Vizzini, anche quest’anno, è il punto di partenza
per il teatro verista. Giovanni Verga da giovane, durante le sue lunghe permanenze a Vizzini, dai racconti di “Mamma Vanna”
o da storie apprese direttamente per le vie o negli slarghi del paese, aveva avuto modo di recepire le istanze della povera gente.
In uno di questi slarghi, tra il quartiere di S. Giovanni e il quartiere Fontana, che degrada verso la campagna per poi perdersi nella
vastità della valle del fiume Grande le cui acque bagnano il ponte del “Mastro don Gesualdo”, il popolo verghiano ritorna a vivere.
I personaggi consacrati dalla sua penna si fanno nuovamente carne e si immergono nel clima sociale e politico da cui il Verga li trasse.
Districandosi nel dedalo di viuzze che formano il quartiere, fanno il loro ingresso in scena mescolandosi con quanto sta attorno a loro.
A Vizzini la finzione teatrale si mescola con la realtà e, se non fosse per esigenze di copione, chiunque si trovasse a passare in questo
slargo, diventa attore e personaggio nello stesso tempo, così come in pratica avviene.
Costruire uno spettacolo verista a Vizzini
significa anche arricchirlo di quell’humus vitale, di quel clima intenso, di quel giusto odore di terra tanto familiare al Verga. Significa
vederlo nascere assieme alla partecipazione degli abitanti del quartiere che già, fin dalle prime prove, ti accolgono con il loro calore,
con il loro entusiasmo e persino con i loro suggerimenti.
Significa vedere i bambini che giocano per i fatti loro e, mentre giocano,
entrano in scena con naturalezza disturbando a volte, ma rendendo tutto vero
E’ bello vedere Vitu che, mostrando tutto il suo grande cuore e la sua disponibilità, mette a disposizione per la scena il suo asino e
la sua campagna; è bello vedere ‘u zu’ Pippinu, a za’ Maria che familiarizzano con gli attori offrendo loro dell’acqua o delle semplici sedie.
Insomma è bello vedere, ancora oggi, Vizzini e i suoi abitanti nel ruolo di protagonisti delle novelle verghiane nella scena e nella vita .
Per noi dell’associazione “Teatro Skené” allestire uno spettacolo verghiano a Vizzini significa anche tutto questo.
Giovanni Ielo