Cogli l'attimo fuggente


Chiesa S.Teresa (Cavalleria Rusticana) "...Turiddu per questo Dio che scende nell'ostia consacrata adesso, non mi lasciare per la gnà Lola..Ah! Mala Pasqua a te.."


Vizzini città Teatro

La cornice architettonica di Vizzini fornisce il naturale apparato scenico per allestire gli spettacoli del programma: l’impianto scenografico, infatti, è ricavato tra le case le viuzze che assistettero alle vicende narrate da Giovanni Verga.
Se è vero come è vero che l’attore, per dare il meglio di sé, deve sentire la presenza di un pubblico e il pubblico, per rendersi partecipe allo spettacolo, deve avvertire emotivamente la tensione dell’attore, Vizzini, come una grande piazza ruffiana, si presta mirabilmente a questo gioco con la formula dei percorsi letterari. L’attore recita tra la gente, senza palcoscenico, muovendosi gomito a gomito con lo spettatore, coivolgendolo emotivamente e fisicamente.
Gli spettacoli che agiscono all’interno di questo meccanismo acquistano una peculiarità suggestiva. Il vento che, come all’interno di una “canna ciaccata” soffia nei corridoi formati dalle pareti dei “cunnutti” o tra le facciate delle case che si contrappongono l’una di fronte all’altra, fornisce la musica e l’atmosfera adatta, porta con sé le voci gli umori di umili protagonisti captati e narrati dal Verga.
Ma il verbo prende carne e cresce la sensazione che siano in attesa di essere chiamati in scena per confondersi con il pubblico, attraverso la mediazione delle voci e delle sembianze degli attori che li fanno rivivere.
Sembra assurdo, sembra un pazzo proposito, ma la suggestione è questa: la finzione diventa materia e si mescola con la realtà. Finzione-verità concetto portante del teatro moderno. Un miracolo che può accadere a Vizzini.

Palazzo Trao: (Mastro don Gesualdo) "…il paesetto dormiva ancora…era piovuto da tre giorni … tutt’a un tratto nel silenzio, si udì…Terremoto! S.Gregorio Magno…No!no! E’ il fuoco in casa T rao…Dal palazzo Trao si vedevano salire globi di fumo denso… "